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PEGASYS SC SIR 0,5ML 180MCG AG
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| 25.01.2009, 2:57 AM |
PEGASYS SC SIR 0,5ML 180MCG AG
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Scheda tecnica di PEGASYS SC SIR 0,5ML 180MCG AG
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Principio attivo
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INTERFERONE
ALFA 2A PEGILATO
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Gruppo terapeutico
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CITOCHINE E IMMUNOMODULATORI
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Tipo prodotto |
FARMACO ETICO
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Regime S.S.N. |
CONCEDIB.ESENTE
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Classe |
A |
Tipo Ricetta |
RR - RIPETIBILE
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Forma Farm. |
PREPARAZIONE INIETTABILE
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Contenitore |
SCATOLA
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Validitа |
36 MESI
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Data Commerc. |
16/06/2003
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Prezzo |
427,48 Euro
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A.T.C. |
L03AB11
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Prescrivibilitа |
SU RICETTA DA OSPEDALE O INDICAZ.OSPED.(INTERF.ALFA E BETA);MASSIMO 6PEZZI xRICETTA xSOGGETTI AFFETTI DA EPATITE CRONICA
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Nota CUF
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nota a8 distr.strut.pubbl.e piano ter. continuita' terapeutica ospedale-territorio con diagnosi e piano terapeutico |
PEGASYS SC SIR 0,5ML 180MCG AG
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Monografia di PEGASYS SC SIR 0,5ML 180MCG AG
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CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA Citochine e immunomodulatori.
INDICAZIONI Epatite cronica B: e' indicato per il trattamento di pazienti adulti a ffetti da epatite cronica B HBeAg-positiva o HBeAg-negativa, con malat tia epatica compensata ed evidenza di replicazione virale, livelli di ALT aumentati e infiammazione e/o fibrosi epatica istologicamente prov ata. Epatite cronica C: e' indicato per il trattamento di pazienti adu lti affetti da epatite cronica C e positivi per HCV-RNA sierico, inclu si i pazienti con cirrosi compensata e/o coinfettati dal virus HIV cli nicamente stabile. Il trattamento ottimale nei pazienti con epatite cr onica C e' in combinazione con ribavirina. Questa combinazione e' indi cata nei pazienti non trattati precedentemente e nei pazienti che abbi ano precedentemente risposto alla terapia con interferone alfa ma che abbiano successivamente recidivato dopo interruzione del trattamento. La monoterapia e' indicata principalmente in caso di intolleranza o co ntroindicazione alla ribavirina.
CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR Ipersensibilita' al principio attivo, agli interferoni alfa o ad uno q ualsiasi degli eccipienti. Epatite autoimmune. Disfunzione epatica sev era o cirrosi epatica scompensata. Neonati e bambini fino a 3 anni, pe r la presenza di alcool benzilico come eccipiente. Ananmesi di pregres sa malattia cardiaca severa, compresa malattia cardiaca instabile o no n controllata nei sei mesi precedenti. L'inizio del trattamento e' con troindicato in pazienti con HIV-HCV che presentino cirrosi e punteggio di Child-Pugh >=6. Per le controindicazioni relative alla ribavirina, quando deve essere utilizzato in associazione con ribavirina, occorre fare riferimento anche al riassunto delle caratteristiche del prodott o (RCP) della ribavirina.
POSOLOGIA Il trattamento deve essere iniziato solo da un medico con esperienza n el trattamento dei pazienti con epatite B o C. Dose da somministrare e durata del trattamento. Epatite cronica B: Il dosaggio e la durata ra ccomandati per il trattamento dell'epatite cronica B, sia HBeAg-positi va che HBeAg-negativa, e' 180 mcg una volta alla settimana per 48 sett imane mediante somministrazione sottocutanea nell'addome o nella cosci a. Epatite cronica C: Il dosaggio raccomandato e' 180 mcg una volta al la settimana mediante somministrazione sottocutanea nell'addome o nell a coscia, sia in combinazione con ribavirina orale sia come monoterapi a. La dose di ribavirina deve essere somministrata a stomaco pieno. La durata della terapia di combinazione con ribavirina per l'epatite cro nica C dipende dal genotipo virale. I pazienti infettati dall'HCV con genotipo 1, indipendentemente dalla carica virale devono essere tratta ti per 48 settimane. I pazienti infettati dall'HCV con genotipo 2/3, i ndipendentemente dalla carica virale devono essere trattati per 24 set timane. In generale, i pazienti infettati con genotipo 4, 5 o 6: da tr attare con regime posologico uguale a quello per il genotipo 1. Quando si decide la durata della terapia, occorre considerare anche la prese nza di fattori di rischio aggiuntivi. La durata raccomandata di tratta mento in monoterapia e' di 48 settimane. Coinfezione da HIV-HCV. Il do saggio raccomandato in monoterapia o in combinazione con 800 mg di rib avirina, e' di 180 mcg per via sottocutanea una volta alla settimana p er 48 settimane, indipendentemente dal genotipo. La sicurezza e l'effi cacia del trattamento combinato con dosi di ribavirina superiori a 800 mg giorno o per un periodo di tempo inferiore a 48 settimane non sono state studiate. E'stato dimostrato che una risposta virologica precoce entro la settimana 12, definita come una diminuzione della carica vir ale di 2 log o livelli non rilevabili di HCV-RNA, e' predittiva di una risposta sostenuta. Il valore predittivo negativo della risposta sost enuta nei pazienti trattati in monoterapia era pari al 98%. Un valore predittivo negativo simile si e' osservato in pazienti con coinfezione da HIV-HCV trattati in monoterapia o in combinazione con ribavirina. In pazienti con coinfezione da HIV-HCV con genotipo 1 e genotipo 2/3 t rattati con terapia di combinazione sono stati osservati valori predit tivi positivi del 45% e del 70% rispettivamente. Qualora sia richiesto un aggiustamento della dose a seguito di reazioni avverse di grado da moderato a severo, e' generalmente indicata una riduzione iniziale de lla dose a 135 mcg. Comunque, in alcuni casi, e' necessaria una riduzi one della dose fino a 90 mcg o 45 mcg. Quando la reazione avversa dimi nuisce, si puo' considerare un aumento della dose fino al raggiungimen to della dose di partenza. Si raccomanda una riduzione della dose se l a conta dei neutrofili e' <750/mm3. Per pazienti con valori della cont a assoluta dei neutrofili (CAN) < 500/mm3 il trattamento deve essere s ospeso fino a quando i valori di CAN non siano ritornati a > 1000/mm3. La terapia deve inizialmente essere ripresa con 90 mcg e la conta dei neutrofili monitorata. Si raccomanda una riduzione della dose a 90 mc g se la conta delle piastrine e' < 50.000/mm3. Si raccomanda l'interru zione della terapia quando la conta delle piastrine diminuisce a livel li < 25.000/mm3. Specifiche raccomandazioni per la gestione dell'anemi a correlata al trattamento sono le seguenti: la ribavirina deve essere ridotta a 600 mg/die (200 mg al mattino e 400 mg alla sera) se si ver ificano le seguenti condizioni: un calo dell'emoglobina compreso tra < 10 g/dl e >=8,5 g/dl in un paziente senza significativa malattia card iovascolare, o un calo dell'emoglobina >=2 g/dl in un periodo di 4 set timane di trattamento in un paziente con malattia cardiovascolare stab ile. Non e' raccomandato un ritorno alla dose iniziale. La ribavirina deve essere interrotta se si verificano le seguente condizioni: pazien te senza significativa malattia cardiovascolare che presenti un calo d ell'emoglobina < 8,5 g/dl; paziente con malattia cardiovascolare stabi le che mantiene valori di emoglobina < 12 g/dl nonostante 4 settimane con dose ridotta. Se l'anomalia si risolve, la ribavirina puo' essere ripresa alla dose di 600 mg/die e ulteriormente aumentata a 800 mg/die a discrezione del medico curante. Si raccomanda di non ritornare alla dose originaria. In caso di intolleranza alla ribavirina, continuare il trattamento in monoterapia. Le fluttuazioni nelle anormalita' dei t est di funzionalita' epatica sono comuni nei pazienti con epatite cron ica C. Come con altri interferoni alfa, sono stati osservati aumenti n ei livelli delle ALT sopra i livelli basali in pazienti trattati, incl usi i pazienti con una risposta virologica. Negli studi clinici sull'e patite cronica C, casi isolati di incremento delle ALT (>=10 volte il limite superiore della norma o >=2 volte il limite basale nei pazienti con ALT al basale >=10 volte il limite superiore della norma), che si sono risolti senza modificazioni della dose, sono stati osservati in 8 su 451 pazienti trattati con la terapia di combinazione. Se l'aument o delle ALT e' progressivo o persistente, la dose deve essere ridotta inizialmente a 135 microgrammi. Quando l'aumento dei livelli delle ALT e' progressivo nonostante la riduzione della dose, o e' accompagnato da aumento della bilirubina o evidenza di scompenso epatico, la terapi a deve essere interrotta. Nei pazienti affetti da epatite cronica B, i ncrementi transitori delle ALT talvolta maggiori di 10 volte il limite superiore della norma non sono rari e possono riflettere l'eliminazio ne da parte del sistema immunitario. Il trattamento non deve normalmen te essere iniziato in caso di ALT > 10 volte il limite superiore della norma. Deve essere presa in considerazione la continuazione del tratt amento con un monitoraggio piu' frequente della funzionalita' epatica durante i picchi di ALT. In caso di riduzione o sospensione della dose , la terapia puo' essere ripresa una volta che il picco si sia abbassa to. Particolari tipi di pazienti. In caso di terapia nei pazienti anzi ani non sono necessari aggiustamenti della dose raccomandata di 180 mc g una volta alla settimana. Pazienti di eta' inferiore a 18 anni. La s icurezza e l'efficacia non sono state determinate in questa popolazion e. E' controindicato nei neonati e nei bambini fino a 3 anni per la pr esenza di alcool benzilico come eccipiente. Pazienti con insufficienza renale. Nei pazienti con malattia renale allo stadio terminale, deve essere utilizzata una dose iniziale di 135 mcg. I pazienti devono esse re monitorati e deve essere effettuata un'appropriata riduzione della dose durante il trattamento se si verificano reazioni avverse. Nei paz ienti con cirrosi compensata si e' dimostrato efficace e sicuro. Non e ' stato valutato in pazienti con cirrosi scompensata.
AVVERTENZE Sistema Nervoso Centrale e sintomatologia psichiatrica:sono stati osse rvati eventi avversi gravi a carico del SNC, in particolare depression e, manie suicide e tentativo di suicidio.Altri eventi avversi a carico del SNC, tra cui comportamento aggressivo, confusione e alterazioni d ello stato mentale, sono stati osservati con gli interferoni alfa.I pa zienti devono essere monitorati attentamente in caso di qualsiasi segn o o sintomo di disturbi psichiatrici.Se i sintomi psichiatrici persist ono o peggiorano, o si manifestano manie suicide, si raccomanda di int errompere la terapia.Pazienti con presenza o storia di gravi affezioni psichiatriche: qualora il trattamento sia ritenuto necessario deve es sere iniziato soltanto a seguito di una adeguata diagnosi individuale e del trattamento dell'affezione psichiatrica in questione.Quando deve essere utilizzato in associazione con ribavirina, occorre fare riferi mento anche al riassunto delle caratteristiche del prodotto della riba virina.Nei pazienti con livelli delle ALT nella norma, la progressione verso la fibrosi avviene in media piu' lentamente rispetto ai pazient i con livelli elevati delle ALT.Prima di iniziare la terapia, e' racco mandata per tutti i pazienti l'esecuzione di test di laboratorio stand ard ematologici e biochimici.Per iniziare il trattamento possono esser e considerati come valori basali i seguenti:conta piastrinica >=90.000 /mm3;conta assoluta dei neutrofili >=1500/mm3;funzionalita' tiroidea a deguatamente controllata (TSH e T4).Negli studi clinici il trattamento e' stato associato ad una diminuzione sia dei globuli bianchi totali sia della conta assoluta dei neutrofili. Dopo 8 settimane di terapia u lteriori diminuzioni si sono verificate raramente. Il trattamento e' s tato associato a diminuzioni nella conta piastrinica, che e' ritornata a livelli pre-trattamento nel periodo di osservazione successivo al t rattamento. In alcuni casi, puo' essere necessaria una modificazione d ella dose.La comparsa di anemia e' stata osservata fino al 15% dei paz ienti affetti da epatite cronica C in studi clinici sul trattamento di combinazione con Pegasys e ribavirina. La frequenza dipende dalla dur ata del trattamento e dalla dose di ribavirina. Il rischio di sviluppa re anemia e' maggiore nella popolazione femminile.Come con gli altri i nterferoni, deve essere usata cautela quando si somministra il faramco in associazione con altri farmaci potenzialmente mielosoppressivi.Son o stati riportati,con l'uso di interferoni alfa, anormalita' della fun zionalita' tiroidea o peggioramento dei disturbi tiroidei preesistenti .Il trattamento puo' essere iniziato o continuato nei casi in cui i li velli di TSH possono essere mantenuti nell'intervallo di normalita' me diante trattamento farmacologico. Con questo medicinale si sono osserv ati ipoglicemia, iperglicemia e diabete mellito. I pazienti, che prese ntano tali condizioni cliniche e non possono essere adeguatamente moni torati, non devono iniziare la terapia in monoterapia o in combinazion e con ribavirina. Ipertensione, aritmie sopraventricolari, scompenso c ardiaco congestizio, dolore toracico e infarto miocardico sono stati a ssociati alle terapie con interferone alfa.In pazienti che sviluppano evidenza di scompenso epatico durante il trattamento, il faramco deve essere interrotto.Nell'epatite cronica B esacerbazioni della malattia durante la terapia non sono rare e sono caratterizzate da transitori e potenzialmente significativi incrementi dei livelli sierici di ALT.Du rante la terapia con interferone alfa sono state raramente osservate r eazioni di ipersensibilita' acute e serie. In questo caso, la terapia deve essere interrotta.Durante il trattamento con interferoni alfa e' stato segnalato lo sviluppo di autoanticorpi e di disturbi autoimmuni. I pazienti predisposti allo sviluppo di disturbi autoimmuni possono e ssere esposti a un rischio maggiore.Mentre la febbre puo' essere assoc iata alla sindrome simil-influenzale comunemente riportata durante la terapia con interferone, altre cause di febbre persistente,devono esse re escluse,in particolare in pazienti con neutropenia. Infezioni gravi sono state descritte durante il trattamento con alfa-interferoni.Sono stati segnalati rari casi di retinopatia, che comprendevano emorragia retinica, essudati cotonosi, papilledema, neuropatia ottica e ostruzi one della vena o dell'arteria retinica, che possono portare a perdita dell'acuita' visiva. Tutti i pazienti devono essere sottoposti a visit a oculistica basale.Durante la terapia sono stati riportati sintomi po lmonari, inclusi dispnea, infiltrati polmonari e polmonite. In caso di persistenti o anomali infiltrati polmonari o danno della funzionalita ' polmonare, il trattamento deve essere interrotto.La sicurezza e l'ef ficacia del trattamento non sono state determinate in pazienti sottopo sti a trapianto di fegato.I pazienti coinfetti con HIV e trattati con terapia HAART presentano un aumentato rischio di sviluppare acidosi la ttica. Pertanto si deve esercitare cautela quando si aggiungono Pegasy s e ribavirina alla terapia HAART.Disordini dentali e periodontali, ch e possono portare alla perdita dei denti, sono stati riportati in pazi enti trattati con questo farmaco e ribavirina in combinazione. Inoltre , puo' indurre un effetto dannoso sui denti e sulle membrane mucose de lla bocca, durante schemi terapeutici prolungati con la combinazione d i Pegasys e ribavirina.
INTERAZIONI Sono stati effettuati studi di interazione solo negli adulti. La sommi nistrazione di 180 mcg una volta alla settimana per 4 settimane in sog getti maschi sani non ha evidenziato alcun effetto sui profili farmaco cinetici di mefentoina, dapsone, debrisochina e tolbutamide; cio' sugg erisce che Pegasys non ha effetti sull'attivita' metabolica in vivo de gli isoenzimi 3A4, 2C9, 2C19 e 2D6 del citocromo P450. Nello stesso st udio, e' stato osservato un aumento del 25% nell'AUC della teofillina (marker dell'attivita' del citocromo P450 1A2) e questo dimostra che P egasys e' un inibitore dell'attivita' del citocromo P450 1A2. Le conce ntrazioni sieriche di teofillina devono essere monitorate e occorre pr evedere un appropriato aggiustamento della dose di teofillina in pazie nti che assumono contemporaneamente teofillina e Pegasys. L'interazion e tra teofillina e Pegasys e' probabilmente massima dopo piu' di 4 set timane di terapia con Pegasys. I risultati di sottostudi di farmacocin etica di studi pivotal di fase III non hanno dimostrato interazioni fa rmacocinetiche tra Pegasys e lamivudina in pazienti affetti da HBV o t ra Pegasys e ribavirina in pazienti affetti da HCV. Pazienti con coinf ezione da HIV-HCV. Non e' stata osservata alcuna prova apparente di in terazioni farmacologiche in 47 pazienti con coinfezione da HIV-HCV che hanno completato un sottostudio farmacocinetico della durata di 12 se ttimane allo scopo di esaminare l'effetto della ribavirina sulla fosfo rilazione intracellulare di alcuni inibitori nucleosidici della trascr ittasi inversa (lamivudina e zidovudina o stavudina). Tuttavia, dato l 'elevato grado di variabilita', gli intervalli di confidenza risultava no piuttosto ampi. L'esposizione plasmatica della ribavirina non sembr ava influenzata dalla somministrazione concomitante degli inibitori nu cleosidici della trascrittasi inversa (NRTI). La somministrazione conc omitante di ribavirina e didanosina non e' raccomandata. L'esposizione a didanosina o al suo metabolita attivo (dideossiadenosina 5'-trifosf ato) aumenta in vitro in caso di somministrazione concomitante di riba virina. In seguito all'uso di ribavirina, sono stati segnalati casi di insufficienza epatica fatale e di neuropatia periferica, pancreatite ed iperlattacidemia sintomatica/acidosi lattica.E' stato riportato un peggioramento dell'anemia dovuto alla ribavirina quando la zidovudina e' parte del regime utilizzato per trattare l'HIV, sebbene l'esatto me ccanismo debba ancora essere chiarito. L'uso concomitante di ribavirin a e zidovudina non e' raccomandato a causa di un aumentato rischio di anemia. Occorre prendere in considerazione la possibilita' di sostitui re la zidovudina in un regime di combinazione ART se questo e' gia' in corso. Questo e' particolarmente importante in pazienti con anamnesi di anemia indotta da zidovudina.
EFFETTI INDESIDERATI La frequenza e la gravita' delle reazioni avverse piu' comunemente seg nalate sono simili a quelle segnalate con interferone alfa-2a. Le reaz ioni avverse piu' frequentemente segnalate con 180 mcg erano per la ma ggior parte di gravita' da lieve a moderata ed erano trattabili senza dover modificare le dosi o sospendere la terapia. Epatite cronica B: I n studi clinici di 48 settimane di trattamento e 24 settimane di follo w-up, il profilo di tollerabilita' nell'epatite cronica B e' stato sim ile a quello osservato nell'epatite cronica C, malgrado la frequenza d elle reazioni avverse riportate sia stata notevolmente inferiore nell' epatite cronica B. L'88% dei pazienti trattati ha avuto esperienza di reazioni avverse, rispetto al 53% dei pazienti del gruppo di confronto con lamivudina, mentre il 6% dei pazienti trattati con Pegasys ed il 4% dei pazienti trattati con lamivudina hanno avuto esperienza di even ti avversi seri durante gli studi. Il cinque percento dei pazienti ha abbandonato la terapia con Pegasys a causa di eventi avversi o anomali e di laboratorio, mentre meno dello 1% ha cessato il trattamento con l amivudina per ragioni di tollerabilita'. I tassi di abbandono per i pa zienti con cirrosi sono stati simili a quelli della popolazione genera le in ciascun gruppo di trattamento. Epatite cronica C: Pazienti con c oinfezione da HIV-HCV. In pazienti con coinfezione da HIV-HCV, i profi li clinici degli eventi avversi riportati in seguito al trattamento co n Pegasys, in monoterapia o in combinazione con ribavirina, erano simi li a quelli osservati in pazienti monoinfettati da HCV. Il trattamento con Pegasys e' stato associato ad una diminuzione della conta assolut a delle cellule CD4+ nelle prime 4 settimane, non accompagnata da una riduzione della percentuale di cellule CD4+. La diminuzione della cont a delle cellule CD4+ era reversibile a seguito della riduzione della d ose o della sospensione della terapia. L'impiego di Pegasys non ha avu to alcun impatto negativo osservabile sul controllo della viremia dell 'HIV sia durante la terapia che al follow-up. Dati limitati sulla sicu rezza (N= 31) sono disponibili per quanto riguarda i pazienti coinfett i con conta delle cellule CD4+ <200/mcgl. In casi molto rari, gli inte rferoni alfa, compreso Pegasys in monoterapia o in combinazione con ri bavirina, possono essere associati a pancitopenia, compresa l'anemia a plastica. In pazienti con HIV-HCV in terapia di combinazione con Pegas ys e ribavirina, sono stati segnalati altri effetti indesiderati in >= 1% e <=2% dei pazienti: iperlattacidemia/acidosi lattica, influenza, p olmonite, labilita' affettiva, apatia, tinnito, dolore faringo-laringe o, cheilite, lipodistrofia acquisita e cromaturia. Valori di laborator io. Il trattamento con Pegasys e' risultato associato con anomalie dei valori di laboratorio: aumento delle ALT, aumento della bilirubina, d isturbi elettrolitici (ipopotassiemia, ipocalcemia, ipofosfatemia), ip erglicemia, ipoglicemia e aumento dei trigliceridi. Fino al 2% dei paz ienti, sia con Pegasys in monoterapia sia con trattamento di combinazi one con ribavirina, ha segnalato un aumento dei livelli delle ALT che ha portato a una modificazione della dose o alla sospensione del tratt amento. Il trattamento con Pegasys e' risultato associato con diminuzi oni dei valori ematologici (leucopenia, neutropenia, linfopenia, tromb ocitopenia ed emoglobina), che generalmente migliorano con la modifica zione della dose, e ritornano ai valori pre-trattamento entro 4-8 sett imane dal termine del trattamento. Neutropenia moderata (CAN: 0,749 - 0,5 x 109/l) e severa (CAN: < 0,5 x 109/l) e' stata osservata rispetti vamente nel 24% (216/887) e nel 5% (41/887) dei pazienti che hanno ric evuto Pegasys 180 mcg e ribavirina 1000/1200 mg per 48 settimane. Anti corpi anti-interferone. L'1-5% dei pazienti trattati con Pegasys ha sv iluppato anticorpi neutralizzanti anti-interferone. Come con altri int erferoni, si e' osservata una maggiore incidenza di anticorpi neutrali zzanti nell'epatite cronica B. Tuttavia in nessuna delle due patologie vi e' stata correlazione con una mancata risposta terapeutica. Funzio nalita' tiroidea. Il trattamento con Pegasys e' stato associato ad ano rmalita' clinicamente significative nei valori di funzionalita' tiroid ea che hanno richiesto un intervento clinico. La frequenza osservata ( 4,9%) in pazienti trattati con Pegasys e ribavirina (NV15801) e' simil e a quella osservata con altri interferoni. Valori di laboratorio in p azienti con coinfezione da HIV-HCV. Sebbene tossicita' ematologiche do vute a neutropenia, trombocitopenia ed anemia si siano verificate con maggior frequenza in pazienti con HIV-HCV, la maggior parte di esse e' stata trattata mediante la modificazione della dose e l'impiego di fa ttori della crescita e solo di rado ha richiesto la sospensione antici pata del trattamento. La diminuzione dei livelli di CAN al di sotto di 500 cellule/mm3 e' stata osservata rispettivamente nel 13% e nell'11% dei pazienti che ricevevano Pegasys in monoterapia e in terapia di co mbinazione. E' stata osservata una diminuzione delle piastrine al di s otto di 50.000/mm3 rispettivamente nel 10% e nell'8% dei pazienti che ricevevano Pegasys in monoterapia e in terapia di combinazione. Rispet tivamente nel 7% e nel 14% dei pazienti trattati con Pegasys in monote rapia o in terapia di combinazione e' stata segnalata anemia (emoglobi na < 10 g/dl).
GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO Non esistono dati sufficienti sull'uso del peginterferone alfa-2a nell e donne in gravidanza. Studi condotti con interferone alfa-2a negli an imali hanno evidenziato tossicita' riproduttiva e il rischio potenzial e nell'uomo non e' noto. Pegasys deve essere utilizzato durante la gra vidanza solo se il possibile beneficio giustifica il rischio potenzial e per il feto. Non e' noto se i costituenti di questo medicinale venga no escreti nel latte materno. A causa di potenziali reazioni avverse n ei neonati in fase di allattamento, l'allattamento deve essere interro tto prima dell'inizio del trattamento. Uso con ribavirina. Sono stati dimostrati significativi effetti teratogenici e/o embriocidi in tutte le specie animali esposte a ribavirina. La terapia con ribavirina e' c ontroindicata nella donne in stato di gravidanza. Deve essere prestata estrema cautela per evitare gravidanze nelle pazienti o nelle compagn e di pazienti maschi che assumono Pegasys in combinazione con ribaviri na. Le pazienti di sesso femminile in eta' fertile e i loro partner de vono usare entrambi un contraccettivo efficace durante il trattamento e per 4 mesi dopo aver portato a termine il trattamento. I pazienti di sesso maschile e le loro partner devono usare entrambi un contraccett ivo efficace durante il trattamento e per 7 mesi dopo aver portato a t ermine il trattamento. Fare riferimento all'RCP della ribavirina.
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Категория: PEGASYS SC SIR 0,5ML 180MCG AG | Добавил: evrofarm
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0 1
valentina (13.03.2011 9:26 PM)
voglio sapere che succede se viene una gravidanza durante la cura con pegasys una puntura a settima, se si puo portare avanti o no una gravidanza grazie.
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